Lavorare in smart working: pregi e difetti del lavoro agile

Buongiorno Viaggiatori, quest’oggi vi proponiamo un articolo un po’ diverso dal solito. Noi in questi ultimi mesi, come immagino tanti di voi, ci siamo trovati a lavorare in smart working, che sembra un po’ essere il futuro di molte realtà professionali. Ma quali sono i pregi e difetti? E’ una soluzione valida a lungo termine?

Lo smart working

Prima di Marzo 2020 avevamo sentito parlare dello smart working un po’ come se fosse una creatura mitologica: in pochi lo praticavano e sembrava essere un virtuosismo solo di alcune aziende.

Poi la situazione è cambiata e lo smart working non solo è diventato il modo di lavorare nel periodo di emergenza, ma sembra essere anche il futuro di molte aziende.

Ma cos’è lo smart working?

lavorare in smart working

Nel nostro ordinamento, la disciplina del lavoro agile si trova nella Legge 81/2017 (articoli 18-24).

La Legge 81/2017, Art.18, dopo aver delineato lo scopo dello smart working ovvero di “incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro“, ne da la seguente definizioneuna modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

A seguito dell’emergenza in cui ci siamo trovati, la Legge 81/2017 ha subito delle modifiche da parte di interventi legislativi volti a rendere semplificare la normativa e rendere lo smart working accessibile a più categorie di lavoratori.

Fino al 15 Ottobre, ovvero fino al termine dello stato di emergenza, per accedere allo smart working non è necessario un accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore come prevede la Legge 81/2017, ma i dipendenti possono essere collocati anche unilateralmente dai datori di lavoro nella cd. modalità di lavoro agile.

Diversa la disciplina per i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, dove lo stato di emergenza è previsto fino al 31 Dicembre.

Come si svolge lo smart working?

Lo smart working comporta una vera e propria rivoluzione nell’ambito del lavoro, perché consente di svolgere le proprie mansioni comodamente da casa.

Servono una connessione funzionante, un pc e un telefono, che solitamente vengono forniti dal datore di lavoro, et voilà è come essere in ufficio, ma con molti benefit.

I pregi di lavorare in smart working

Niente più code nel traffico, niente più viaggi in metro stipati come le sardine e niente più sveglia all’alba… e l’elenco inizia solo qui.

Risparmio di tempo

Il primo vantaggio di cui ci siamo resi conto è stato il risparmio di tempo.

All’improvviso non dovevamo più svegliarci presto per arrivare al lavoro puntuali e niente più code nel traffico. Lo stress mattutino era da un giorno all’altro sparito: potevamo puntare la sveglia più tardi, recuperare qualche ora di sonno e fare colazione con calma, un privilegio altrimenti destinato al solo fine settimana.

E che dire del rientro a casa dall’ufficio? Di solito impiegavamo un’ora tra una cosa e l’altra a tornare e con lo smart working ci siamo trovati a recuperare molto tempo da dedicare ai nostri hobby o alla famiglia.

Un migliore stile di vita

pregi e difetti smart working

E chi lo ha detto che per svolgere lo smart working si debba stare per forza seduti davanti ad una scrivania e chiusi in casa?

Per svolgere il proprio lavoro serve un pc e una connessione internet e allora perché non trasferirsi in balcone o, i più fortunati, in giardino? Il sole a scaldarvi il volto, un leggero venticello che soffia e ciliegina sulla torta che ne dite di starvene comodamente sdraiati su un’amaca?

Nella situazione di emergenza vissuta, ci siamo trovati ad apprezzare sempre più il nostro balcone e a cercare di valorizzarlo con piante e con arredi che ci consentissero di lavorarci, ma anche di viverci momenti di puro relax.

Siamo arrivati alla decisione che l’arredo che è il perfetto connubio tra lavoro e relax è senz’altro la sedia sospesa o poltrona a dondolo.

Perchè? Rispetto alle amache tradizionali, questo arredo permette di stare seduti e quindi è l’ideale per lavorare, ma anche per vivere dei momenti di relax, grazie ai cuscini imbottiti e alla possibilità di dondolarsi.

Noi ci siamo trovati molto bene con la sedia sospesa di Tropilex: comoda, relizzata artigianalmente ed equosolidale. Non possiamo che consigliarvela.

Migliore efficienza lavorativa

Meno stress, crea molta più produttività: si ha una migliore capacità di organizzare la propria giornata lavorativa e di ottimizzare al meglio anche i tempi da dedicare ai colleghi, programmando le conference call.

I difetti di lavorare in smart working

lavorare in smart working

Lavorare da casa non è sempre bello come può sembrare e, infatti, ci sono alcuni difetti che vanno presi in considerazione.

Rischio di burnout

Lavorare da casa, comporta il rischio di non avere orari fissi.

Di solito, in ufficio, si cerca sempre di uscire puntuali per prendere la metro o il bus o per evitare di rimanere bloccati con l’auto nel traffico del tardo pomeriggio.

Da casa questo problema non c’è più ed, inevitabilmente, siamo portati a non spegnere il pc allo scadere dell’orario lavorativo: magari si tende a finire un lavoro iniziato o a rispondere all’ultima email. E così giorno dopo giorno, si lavora sempre di più, senza porsi più dei limiti.

Il rischio di burnout è dato anche dal fatto che si sta sempre alla stessa scrivania, senza riuscire a “staccare” la vita lavorativa da quella famigliare: scomparendo questo confine, lo stress aumenta.

Solitudine

Lo smart working, soprattutto se si abita da soli, aumenta il distanziamento sociale e fa nascere un forte sentimento di solitudine.

In ufficio si è circondati da colleghi e clienti, mentre a casa i contatti sociali sono solo limitati da conference call.

Il futuro dello smart working

Quindi smart working si o no?

Noi pensiamo che laddove sia possibile, sarebbe l’ideale una modalità nuova di lavoro che consenta un connubio tra lavoro in ufficio e smart working.

Sarebbe così possibile mantenere i vantaggi dello smart working, senza il rischio di incorrere nei suoi difetti.

Questa strada sembra essere in effetti quella che molte aziende stanno intraprendendo e sembra essere il futuro del mondo del lavoro.

Sono diverse le notizie degli ultimi giorni, che fanno propendere per questa strada:

  • la Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dandone, ha comunicato che lo smart working verrà regolamentato consentendo questa modalità di lavoro per 1 o 2 giorni a settimana
  • il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che consente lo smart working per i genitori che abbiano figli minori sotto i 14 anni in quarantena
  • i sindacati stanno attivando delle linee guida per regolamentare i riposi e il cd. diritto alla disconnessione, ovvero al rendersi non reperibili al di fuori dell’orario lavorativo

La disciplina dello smart working è solo nella sua fase di avvio, ma sembra che ci siano già i presupposti per un nuovo metodo di lavoro rivoluzionario.

E voi che ne pensate? Quali sono le vostre esperienze?

Ambra e Surio

 

*Un sincero ringraziamento a Tropilex che ha collaborato con noi nella realizzazione di questo articolo.

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