Scoprire la Sardegna lungo il Cammino di Santa Barbara

Cammino di Santa Barbara percorso

Buongiorno Viaggiatori! Come sapete, noi adoriamo camminare e, non appena ne abbiamo l’occasione, prepariamo il nostro zaino, compagno di tanti viaggi, per partire per una nuova avventura. Oggi vi portiamo con noi lungo il Cammino di Santa Barbara che attraversa la Sardegna Sud Ovest.

Perché partire per il Cammino di Santa Barbara

Esistono tanti cammini in Italia, ma quello di Santa Barbara è davvero unico nel suo genere: solo  qui si può  fare l’esperienza di camminare sulla terra più antica di Italia.

Eh si avete letto bene: la Sardegna, è stato il primo territorio dell’attuale Italia ad essere emerso dalle acque centinaia di milioni di anni fa. Di conseguenza solo qui è possibile trovare formazioni rocciose e una varietà di minerali unici, importanti per studi geologici e storici.

la Sardegna Sud Ovest è pertanto considerato un importantissimo bacino minerario e il suo territorio è stato sfruttato per l’attività mineraria dall’epoca punica sino agli ultimi anni del’900.

L’attività estrattiva ha segnato profondamente questa zona e il cammino nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare le aree minerarie oggi dismesse e tramandare la memoria di chi le percorreva e lavorava duramente negli scavi.

Il cammino di Santa Barbara, oltre a fare scoprire la storia di questi territori, incanta anche con le sue bellezze paesaggistiche. Tappa dopo tappa, si rimane sempre più sbalorditi dallo spettacolo della natura: tra dune, antiche miniere, scogliere a picco sul mare, è difficile non emozionarsi.

Piccola guida al Cammino di Santa Barbara

Vi abbiamo fatto venire voglia di partire? State già preparando lo zaino? Prima di mettervi in viaggio, dovete sapere  però alcune cose importanti su questo cammino.

Le origini del Cammino di Santa Barbara

“Qual è la storia di questo cammino? Come nasce?”

Lo abbiamo chiesto direttamente a Giampiero Pinna, il Presidente della Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara, che ci ha raccontato di come sia nato grazie all’opera di un gruppo di volontari dell’Associazione ONLUS Pozzo Sella Per il Parco Geominerario che hanno ripercorso le antiche vie minerarie, pulendo i sentieri e rendendoli fruibili.

miniere Sardegna
Lungo le antiche vie minerarie nella tappa da Rosas a Nuxis

Passo dopo passo, è nato un itinerario volto alla valorizzazione del territorio, sia dal punto di vista paesaggistico che storico. E proprio perché la storia del territorio è strettamente legata all’attività mineraria, il cammino non poteva che essere dedicato a Santa Barbara, la patrona dei minatori.

E’ importante ricordare che l’itinerario del cammino è ancora in corso d’opera: nuove tappe sono in fase di creazione grazie al lavoro instancabile e al contributo di tanti volontari.

Il percorso

itinerario cammino Santa Barbara
Tappa dopo tappa, lungo una Sardegna tutta da scoprire

Il Cammino di Santa Barbara, lungo 500 chilometri, è composto da 30 tappe e attraversa il territorio del Sulcis Iglesiente Guspinese. 

QUALI SONO LE BELLEZZE DELL’IGLESIENTE? Scopritelo QUI, nell’articolo del nostro amico su RECYOURTRIP

Il percorso è circolare: inizia e termina dalla città di Iglesias.

Il cammino si snoda per il 75% lungo sentieri, mulattiere e vie sterrate; per il 25% su strade lastricate.

L’itinerario è stato suddiviso in 30 tappe, di circa 16 km l’una, non troppo impegnative, in modo da consentire di visitare i siti archeologici industriali che si trovano lungo il cammino.

La credenziale

Prima di partire è necessario dotarsi di credenziale, che è il documento del pellegrino.

Nella credenziale, oltre ai dati anagrafici del pellegrino, vengono apposti i timbri  che documentano le tappe affrontate ogni giorno.

La credenziale del cammino di Santa Barbara viene rilasciata dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara: può essere acquistata presso la sede della Fondazione ad Iglesias o online e spedita a casa. QUI trovate il sito ufficiale della Fondazione con le informazioni dettagliate.

La segnaletica

segnaletica cammino di Santa Barbara
Cercate la torre su sfondo blu e non vi perderete

Il cammino di Santa Barbara, grazie ai volontari, è ben segnalato: lungo i sentieri troverete molte indicazioni con il simbolo del cammino, la torre.

Oltre a ciò è possibile scaricare dal sito della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara il percorso gps o acquistare la guida cartacea delle Terre di Mezzo

Dove dormire lungo il Cammino di Santa Barbara

E dopo una lunga giornata di cammino, dove si può dormire?

Ci sono molte strutture ricettive lungo il percorso, la cui prenotazione è consigliata da effettuarsi con qualche giorno di anticipo.

Quali sono? Le trovate QUI.

Le tappe più belle del Cammino di Santa Barbara

Percorrere l’intero cammino potrebbe essere impegnativo, sia nel caso in cui non si abbia la preparazione fisica richiesta, sia nel caso in cui non si abbia molto tempo a disposizione.

Sorge allora una domanda: quale tappe scegliere? Ecco quelle che secondo noi sono davvero imperdibili!

Tappa 1: da Iglesias a Nebida

La prima tappa di un cammino è imperdibile ed è quella che, a distanza di anni, si ricorda sempre con tanta emozione perché è il vero e proprio inizio di una nuova avventura.

Il nostro consiglio? Venite ad Iglesias il giorno prima di partire e godetevi questa cittadina.

Se amate l’ARTE URBANA, Iglesias è la cittadina che fa per voi. Quali sono gli artisti e le opere imperdibili? Scopritelo nell’ARTICOLO del nostro amico DISAGIAN

street art Igesias
Il passato minerario di Iglesias viene raccontato in questa opera dell’artista Manu Invisible dal nome “Radici”

Dopo esservi concessi un giorno di relax ad Iglesias, sarete carichi per partire per il primo giorno di cammino.

Questa tappa è lunga circa 21 km, è mediamente impegnativa: si cammina sulle rocce calcareo-dolomitiche più antiche d’Italia e si passa per il Santuario della Madonna del Buon Cammino.

Tappa 2: da Nebida a Masua

Questa seconda tappa è corta: è lunga 9 km ed è percorribile in circa 3 ore e mezza.

Perché è cosi corta? Perché consente di visitare lungo il percorso due luoghi d’eccezione: la Laveria Lamarmora e Porto Flavia.

LA LAVERIA LAMARMORA

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Un gioiello dell’archeologia industriale

Le laverie erano edifici adibiti alla selezione dei minerali per opera delle cernitrici.

Erano comuni nelle arre minerarie, ma questo è unico nel suo genere perché ubicato su una costa rocciosa a picco sul mare: uno spettacolo senza pari!

PORTO FLAVIA

cammino di Santa Barbara
L’accesso a Porto Flavia: pensate che in questo luogo suggestivo vengono anche organizzati matrimoni

Porto Flavia è una delle meraviglie non solo del Sulcis Iglesiente Guspinese, ma dell’intera Sardegna!

Prima della realizzazione di Porto Flavia i minerali, una volta estratti, venivano trasportati fino alla costa e poi caricati su piccole imbarcazioni  con destinazione il Porto di Carloforte: qui, infine, venivano caricati su grandi navi per essere distribuiti in tutto il mondo.

Questo processo trasporto richiedeva tempi lunghi ed era molto costoso.

Per questo motivo venne costruito Porto Flavia, un capolavoro di ingegneria, che era sostanzialmente un porto a picco sul mare. Qui arrivano i minerali che, trasportati attraverso una ferrovia, venivano raccolti dentro silos giganti per poi essere trasferiti nelle stive delle navi attraccate al promontorio.

surf Sardegna
Ecco a voi il Pan di Zucchero, il simbolo della costa di Iglesias

Una visita a Porto Flavia vi consentirà di ammirare dal vivo questa straordinaria opera di archeologia industriale, di attraversare l’antica galleria adibita a ferrovia con i suoi enormi silos, sino a sbucare su una terrazza a strapiombo sul mare da cui è possibile ammirare il faraglione del PAN DI ZUCCHERO.

INFORMAZIONI PER LA VISITA: l’ingresso è pagamento (prezzo di Euro 10,00).  La visita dura circa 1 ora e si svolge a piedi con guida

Tappa 3: da Masua a Buggerru

Galleria Henry a Buggerru

Questa terza tappa è lunga quasi 19 chilometri ed è la più impegnativa del cammino per i dislivelli che si devono affrontare.

Al termine della camminata, di circa 7 ore, si arriva alla cittadina di BUGGERRU.

Buggerru era molto importante durante il periodo di sfruttamento minerario, tanto che veniva chiamata ” Piccola Parigi” perché fu il primo paese in Sardegna ad avere la corrente elettrica.

I dirigenti minerari che avevano fatto di Buggerru un centro culturale con teatri e caffè, per contro sfruttavano duramente gli operai delle miniere, che avevano delle condizioni lavorative difficili da descrivere.

All’interno della GALLERIA HENRY è possibile visitare il cantiere a cielo aperto ormai in disuso e approfondire la storia dei minatori, delle loro condizioni lavorative, e della loro lotta contro la classe dirigente che li sfruttava sino allo stremo.

INFORMAZIONI PER LA VISITA: l’ingresso è pagamento (prezzo di Euro 10,00) e la visita dura circa 1 ora. Il primo tratto si percorre a bordo di un trenino e poi la visita guidata prosegue a piedi.

Tappa 5: da Portixeddu  a Piscinas

surf Sardegna
Lasciatevi incantare dallo spettacolo di Capo Pecora

La quinta tappa presenta una lunghezza di circa 16 chilometri ed è percorribile in 5 ore e mezza.

La particolarità di questa tratta è che gli ultimi 5 chilometri si percorrono su fondo sabbioso e si può ammirare il mare.

Imperdibile è CAPO PECORA che sembra sbucare come per magia lungo il sentiero e che vi lascerà letteralmente senza fiato: in questa lingua di terra, baciata dalle acque del mare e dal vento, vi sentirete un tutt’uno con la natura.

Tappa 15: da Marganai a Musei

arrampicata sportiva Sardegna
L’accesso alla Grotta di San Giovanni: pensate che per la sua particolare formazione richiama arrampicatori sportivi da tutto il mondo che tentano di scalarla, ma finora solo uno è riuscito nell’impresa, Adam Ondra.

La particolarità di questa tappa, lunga circa 16, 4 chilometri è che si attraversa la GROTTA DI SAN GIOVANNI che vanta numerosi primati:

  • con i suoi 850 metri, è considerata la grotta carrozzabile più lunga al mondo
  • è stata la prima strada a pedaggio di Italia
  • è meta di studiosi dal tutto il mondo per le sue conformazioni rocciose formatisi 530 milioni di anni fa
  • era abitata sin dalla preistoria: al suo interno sono stati trovati manufatti e vasellami

Oggi è percorribile a piedi e durante la visita è possibile ammirare le splendide conformazioni geologiche che la decorano come tanti piccoli gioielli.

INFORMAZIONI PER LA VISITA: l’ingresso è a pagamento (prezzo di 12 Euro). Si può percorrere la galleria a piedi con visita guidata, e non, e anche a bordo di monopattino elettrico

Tappa 18: da Rosas a Nuxis

cammino minerario di Santa Barbara
Il cammino passa tra le antiche ferrovie che servivano per il trasporto dei minerari alla costa

Questa tappa parte dal vecchio villaggio minerario di Rosas, in cui si può visitare un piccolo museo e ammirare alcuni reperti di archeologia industriale.

Il percorso è lungo 12, 5 chilometri, e non è molto impegnativo: si cammina per lo più su tratti pianeggianti.

Lungo il cammino si possono ammirare i segna lasciati dall’attività mineraria ed immergersi nella natura tra i cespugli selvatici di mirto.

Una sosta d’obbligo va fatta alla GROTTA DI ACQUACADDA, che è un sito importante non solo dal punto di vista speleologico, ma anche archeologico. Qui negli anni ’60 vennero ritrovati dei resti umani e fu eseguita una delle prime datazioni al carbonio dell’intera Sardegna. Gli scavi iniziati allora dalla dottoressa Ferrarese Ceruti sono ancora in corso d’opera in quanto sono stati trovati diversi loculi usati per sepolture in epoca preistorica.

E dopo esservi immersi nell’archeologia, non dimenticate di visitare il MUSEO che ripercorre la storia geologica e storica di questi luoghi.

INFORMAZIONI PER LA VISITA: è possibile visitare la grotta solo con guida. Per informazioni rivolgetevi prima al museo

Tappa 30: da Bacu Abis ad Iglesias

Grotta di Santa Barbara

E per concludere come si deve il cammino, bisogna assolutamente percorrere l’ultima tappa che riporta alla città di Iglesias.

La tappa è lunga circa 15 chilometri e noi vi consigliamo di prendere la deviazione per Seddas Moddizzis.

E’ vero che in questo modo allungherete il tragitto di 9,5 chilometri, ma così facendo potrete visitare la spettacolare GROTTA DI SANTA BARBARA che si trova all’interno della MINIERA DI SAN GIOVANNI.

La scoperta della a grotta di Santa Barbara avvenne per caso nel 1952, quando degli operai che stavano scavando un fornello, ovvero un passaggio verticale nella miniera, si imbatterono in questa meraviglia della natura.

La Grotta di Santa Barbara è uno spettacolo senza uguali: all’interno di questa grande cavità, si possono ammirare stalagmiti e stalattiti di un bianco candore e cristalli di barite bruno scuro che ne tappezzano le pareti.

INFORMAZIONI PER LA VISITA: l’ingresso è a pagamento (Euro 15,00). La visita dura circa 1 ora: il primo tratto si percorre a bordo di un trenino per poi proseguire a piedi.

E così si conclude il cammino e la nostra visita alla scoperta dei territori del Sulcis Iglesiente Guspinese.

Se volete ammirare con i vostri occhi le bellezze di questi luoghi, non dovete far altro che guardare il nostro video qui sotto 🙂

Al prossimo viaggio,

Ambra e Surio

 

*Un sincero ringraziamento al Consorzio di Promozione turistica dell’Iglesiente ed alla Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara che hanno collaborato con noi per la realizzazione di questo viaggio

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