La Camargue: tra natura e folklore

Camargue: i cavalli bianchi

Oggi vi portiamo a conoscere la Camargue, una delle zone più particolari e affascinanti di tutta la Provenza, dove le bellezze di un immenso parco naturale si uniscono ai folkloristici villaggi con influssi provenzali e spagnoli.

La Provenza non smette mai di stupire con i suoi panorami e le sue bellezze!

Sapete come fare per non perderne neanche una? Qui la risposta!

La Camargue: cosa vedere e non perdersi

La Camargue è un territorio completamente diverso rispetto a quelli di cui vi abbiamo parlato finora.

Sembra quasi un universo parallelo e a se stante rispetto alla “classica Provenza”. Dovete immaginarvi una vastissima pianura con lagune, paludi, risaie e banchi di sabbia, il tutto cinto da acque. Eh si, perché tecnicamente la Camargue è un’isola, essendo completamente circondata dalle acque sia fluviali che di mare.

Qui i veri protagonisti sono la flora e la fauna e l’uomo sembra essere solo un ospite di passaggio tra le meraviglie della natura.

Avrete capito che le bellezze di questo territorio sono moltissime, e tra le tante, vogliamo proporvi in questo articolo alcune da non perdervi assolutamente.

1) La natura selvaggia ed incontaminata

La Camague: natura selvaggia ed incontaminata
Il parco naturale della Camargue

La Camargue è un vero e proprio gioiello in termini di biodiversità. Proprio per tale motivo viene tenuto un equilibrio costante tra le attività umane (agricoltura, caccia, turismo e industria) e l’ecosistema.

Si tratta invero di un vastissimo parco naturale, dove la flora e la fauna sono sovrani. Tra canne, giaggioli selvatici, saline e alberi di ginepro vivono moltissime specie animali, tra cui fenicotteri, uccelli, tori e i famosi cavalli bianchi.

Ammirare la natura a bordo di battello

Dato che il territorio è davvero molto vasto e di difficile accesso, il modo migliore per ammirare le sue bellezze è via fiume. Noi abbiamo optato per un giro a battello, a bordo della Tiki III, che navigando sul Rodano ci ha consentito di vedere le bellezze naturalistiche della Camargue.

Durante la visita, che dura circa un’ora e mezza, è possibile ammirare moltissime specie animali, ma i più spettacolari sono senz’altro i cavalli bianchi e i tori.

I cavalli bianchi sono tipici della Camargue e vivono in condizioni semilibere. Pensate che quando nascono sono di colore marrone o nero e diventano bianchi solo quando raggiungono i 4 anni.

Non meno affascinanti sono i tori che si distinguono dalle altre razze per le corna, simili ad una lira. Questi tori non sono mai stati addomesticati e gli unici allevamenti si trovano nella Camargue.

Gli allevamenti di questi animali sono gestiti da moderni cowboys: i gardians.

Camargue: gardians
I gardians

Qui trovate tutte le informazioni per il giro a battello.

Le escursioni nella Camargue

In alternativa alla gita in battello, è possibile anche effettuare delle escursioni che seguono i sentieri dei mandriani.

Qui potete trovare i percorsi e le relative informazioni .

Il Parc Ornithologique

Infine, gli amanti del birdwatching non possono perdersi il Parc Ornithologique che consente di ammirare fantastici esemplari.

Camargue: fenicotteri rosa
I fenicotteri della Camargue

Qui tutte le informazioni per visitare il parco.

2) Le città folkloristiche della Camargue

Les-Saint-Maries-de-la-Mer

La cittadina più folkloristica di tutta la Camargue è senz’altro Les-Saint-Maries-de-la-Mer.

Questo villaggio di pescatori sorge sulle sponde del mare e le sue casette bianche e pittoresche conducono, in un reticolato di stradine, al fulcro della città: la chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer.

Les-Saint-Maries-de-la-Mer: panorama sulla città
Les-Saint-Maries-de-la-Mer

Vi chiederete: ma come mai questa cittadina è folkloristica?

Beh, dovete sapere che Les-Saint-Maries-de-la-Mer riveste un ruolo importantissimo per i gitani, perché proprio all’interno della sua chiesa, sono custoditi i resti mortali della loro patrona: Santa Sara.

Il nome Les-Saint-Maries-de-la-Mer significa le “Marie del Mare” e deriva dalla tradizione biblica. Dopo la crocifissione di Gesù, Maria Maddalena, Maria-Salomè, Maria Iosè e la loro serva di colore, Sara, cacciate dalla Palestina, partirono a bordo di un’imbarcazione senza remi raggiungendo le coste provenzali.

La vierge noire divenne la patrona dei gitani e celebrata ogni anno il 24 e il 25 maggio.

Gitani da ogni parte del mondo si riuniscono per l’occasione a Les-Saintes-Maries-de-la-Mer dove la statua della loro patrona, addobbata con mantelli multicolori e gioielli, viene portata in processione dalla chiesa sino al mare per rievocare l’arrivo della Santa in Francia.

Per gli amanti dei misteri, possiamo accennare che la Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto ufficialmente la santità di Sara e che probabilmente questo culto ha origini nell’induismo. Potrebbe essere ricondotto allo sbarco di una comunità di gitani provenienti dall’India, tanto che uno dei nomi di Sara è “Sarah-la-Kali“, che la collega alla divinità indiana Kali. Anche il rituale ha delle assonanze con quelle induiste per la dea Kali.

In ogni caso, lasciando perdere queste elucubrazioni degne di una puntata di Mistero, possiamo dire che si tratta di una celebrazione molto importante per la comunità gitana che richiama ogni anno migliaia di fedeli da tutto il mondo.

I resti di Santa Sara sono custoditi nella cripta di  Notre-Dame-de-la-Mer dove è collocata anche la sua statua.

Les-Saint-Maries-de-la-Mer: il tetto
Panorama dalla chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer

L’ingresso alla chiesa è gratuito, mentre per salire sul tetto della stessa vi verrà chiesto un importo di 1 Euro.  Che dire… vale davvero la pena salire in cima a questa chiesta romanica, che ha tutto l’aspetto di una fortezza. Il panorama è davvero spettacolare e i più coraggiosi possono letteralmente salire sul tetto. Si può camminare lungo la balconata oppure appollaiarsi proprio in cima. In ogni caso, un’ esperienza da non perdersi.

Aigues Mortes

Aigues Mortes: la città-fortezza
La cinta muraria di Aigues Mortes

Non meno suggestiva è Aigues Mortes letteralmente tradotto con “acque morte“.

Infatti, questa città-fortezza sorge vicino a delle paludi salate e al mare.

Vi chiederete allora come mai in un posto cosi poco invitante fu fondata una città. Beh, la risposta sta nella strategia militare. Infatti, Aigues Mortes fu fondata nel XIII secolo da Luigi IX, allo scopo di farla divenire il primo porto sul Mediterraneo del regno di Francia. Pensate che proprio da qui partirono le flotte francesi per la settima crociata in Terra Santa (1248).

Oggi la città ha ancora l’aspetto di una vera e propria fortezza medievale.  

E’ circondata da una cinta muraria lunga 1634 metri, intervallata da 20 torri.

Non perdetevi l’occasione di percorrere a piedi la cinta muraria ed ammirare il panorama stupendo.

Aigues Mortes: tra le mura della fortezza
La fortezza di Aigues Mortes

La Camargue ci ha completamente affascinato. E’ un universo a se stante rispetto gli altri paesaggi che avevamo visto ed è un tappa da non perdersi in un tour della Provenza.

Nei nostri video potete avere un assaggio della bellezza di questo territorio e se ciò non vi bastasse che dire… fate i bagagli e partite per un fantastico road trip alla scoperta della Provenza.

Qui trovate il nostro itinerario. Perché non ne prendete spunto per organizzare il vostro?

Al prossimo articolo e ad un altro viaggio,

Ambra e Surio

 

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