Il Santuario di San Romedio: una passeggiata tra natura e leggenda

Buongiorno Viaggiatori! Oggi vi portiamo in Trentino e vi faremo scoprire uno dei luoghi più suggestivi della Val di Non: il Santuario di San Romedio! Pronti a passeggiare in un percorso scavato nella roccia?

Come arrivare al Santuario di San Romedio

Santuario di San Romedio
Il Santuario nascosto nel bosco

Il Santuario di San Romedio si trova a Sanzeno, nel cuore della Val di Non. In questo luogo pittoresco colorato da meleti e boschi, si trovano alcuni canyon incisi dalla forza della corrente e proprio in uno di essi passa il percorso per raggiungere il Santuario.

La passeggiata inizia da Sanzeno e più precisamente dal parcheggio gratuito, situato di fronte al Museo Retico.

I cartelli per raggiungere il parcheggio sono molti e ben segnalati: non c’è il rischio di perdersi.

Cosa sapere prima di partire

  1. La passeggiata non è particolarmente impegnativa e dura circa un’oretta.
  2. E’ meglio avere un abbigliamento da montagna, in quanto ci sono dei tratti scivolosi.
  3. Una volta arrivati al Santuario, troverete aree da pic-nic e anche un piccolo bar.

La passeggiata verso il Santuario di San Romedio

Santuario di San Romedio
Torrenti, fiumiciattoli e piccole cascatelle

Una volta lasciato il parcheggio, si percorre un piccolo pontile di legno che costeggia la strada asfaltata e che conduce all’inzio del cammino.

Il percorso inizia in mezzo al verde, si costeggiano meleti in fiore e si ha un’ampia vista sulla valle: uno spettacolo.

Dopo una piccola discesa, si entra nel bosco e si incominciano a notare i primi segnali della forra, ovvero lo sciabordio di piccoli torrenti.

Il bosco si fa più umido e costeggiando piccoli fiumiciattoli si arriva all’attrazione principale della passeggiata: la forra.

La forra

Dovete immaginarvi una gola profonda con pareti verticali attraverso la quale passa il percorso.

L’origine della forra risale ai più di 15 mila anni fa, all’epoca delle grandi glaciazioni. Il ritiro dei ghiacciai, infatti, generò una serie di fiumi e torrenti che erosero la roccia, fino a creare delle faglie.

Il cammino passa proprio attraverso una di queste: da un lato troverete la roccia, dall’altro lo strapiombo sulla vallata. E’ davvero suggestivo percorrere questa via, scavata dalla forza dell’acqua e anche un po’ avventuroso…in alcuni tratti dovrete abbassarvi, in altri si deve camminare in fila indiana.

Dopo circa 30 minuti di cammino, il percorso conduce fuori dalla roccia e porta nuovamente nel bosco e da qui è possibile scorgere per la prima volta il Santuario, che domina la vallata dalla sua cima.

Il Santuario di San Romedio

Santuario di San Romedio
Un ultimo sforzo: la ripida scalinata che conduce al Santuario

Il Santuario di San Romedio sorge su una rupe calcarea alta 70 metri.

La sua costruzione fu iniziata nell’anno 1000 da pellegrini devoti a San Romedio, che decisero di ricordare la figura del Santo, costruendo un luogo di culto dove lo stesso era stato sepolto.

Romedio di Thaur era un nobile, che in seguito ad un pellegrinaggio a Roma, decise di donare tutti i suoi beni e di fare vita di penitenza, ritirandosi in eremitaggio in una grotta.

Dopo la sua morte, la sua tomba, scavata nella roccia, divenne meta di pellegrinaggio e furono proprio i pellegrini a gettare le fondamenta della chiesa, attorno alla quale venne costruito poi l’intero Santuario.

Il Santuario è composto da più cappelle costruite nella roccia e collegate tra loro da ben 131 scalini.

Alla cima della scalinata si trova la chiesa principale ed è possibile accedere ad una terrazza panoramica.

Santuario di San Romedio
Selfie sullo strapiombo!!!

La leggenda di San Romedio e l’orso

Santuario di San Romedio
San Romedio e l’orso

Nell’iconografia popolare, l’orso è collegato a San Romedio.

La leggenda narra che il Santo decise di andare a Trento per portare un ultimo saluto al Vescovo Virgilio, e pertanto, incaricò uno dei suoi discepoli di sellargli il cavallo per il viaggio.

Poco dopo il discepolo tornò terrorizzato e raccontò a San Romedio che un orso stava sbranando il cavallo.

Il Santo non si scompose e ordinò che fosse sellato l’orso. Quando il discepolo si avvicinò all’animale, questi si adagiò docile a terra e si fece sellare.

Si racconta quindi che San Romedio raggiunse la città di Trento in groppa all’orso.

L’orso

Il Santuario di San Romedio
L’orso Bruno nell’area protetta

Dal 1958 in un’area verde molto vasta, proprio ai piedi del Santuario di San Romedio, viene ospitato un orso.

Il primo orso, Charlie, venne donato dal barone Giacomo Gallarati Scotti, che lo portò via da un circo, dove la bestia veniva fatta esibire come cicilista. Il barone fu un pioniere negli studi naturalistici e si dedicò alla protezione degli orsi bruni, fondando l’Ordine di San Romedio.

L’Ordine di San Romedio fu creato con lo scopo di fornire un ricovero agli orsi mai vissuti in libertà, che se rimessi nell’ambiente naturale, non sarebbero in grado di sopravvivere autonomamente.

Oggi, l’orso che viene ospitato in questa area protetta si chiama Bruno.

Bruno fu liberato dagli agenti della forestale di Roma da una situazione di cattività: un privato lo aveva acquistato illegalmente, facendolo esibire come fenomeno da baraccone nelle fiere e rinchiudendolo in spazi angusti.

Questa tragica storia che, per fortuna, ha avuto un epilogo fortunato, fa riflettere molto ed invita ad una maggiore sensibilità verso gli animali.

Il Cammino Jacopeo d’Anaunia

Santuario di San Romedio
La concha gialla

Lungo la passeggiata troverete delle conchiglie gialle, simbolo del Cammino Jacopeo d’Anaunia.

Questo cammino, uno dei più importanti a livello italiano, ha una lunghezza di circa 160 km per una durata complessiva di 7 tappe.

Il Cammino Jacopeo d’Anaunia inizia alla Basilica dei Santi Martiri (Sanzeno) e termina a San Romedio (Sanzeno).

Che dire… noi non lo conoscevamo e lo abbiamo scoperto per caso facendo questa passeggiata. Ci ha molto colpito e ora lo stiamo studiando un po’… chissà, magari, sarà uno dei nostri prossimi viaggi 🙂

Birdwatching

Se siete amanti del birdwatching, questa passeggiata fa per voi!

In questa zona è possibile avvistare molte specie di uccelli, che nidificano sulle inaccessibili pareti rocciose della forra.

Ci sono uccelli rapaci, come la poiana, il gheppio e il falco pellegrino, l’allocco e il gufo, che cacciano prevalentemente nei meleti vicini la forra.

Un uccello molto raro è il Picchio muraiolo, pensate che è considerato uno dei 50 uccelli top del pianeta, per la sua bellezza e per la difficoltà di avvistarlo.

Particolare è il Merlo acquaiolo, uno dei pochissimi passeriformi, che riesce ad immergersi in acqua.

Da non perdersi nei dintorni di San Romedio

… il Museo Retico

Santuario di San Romedio
Reti a cavallo

Se volete approfondire la storia dei luoghi appena percorsi, vi suggeriamo di visitare il Museo Retico.

Si trova dall’altra parte della strada rispetto al parcheggio da dove ha inizio la passeggiata.

Il museo è dedicato ai Reti, una popolazione che abitava il Trentino e il Tirolo prima dell’arrivo dei Romani.

In queste sale sono ospitati manufatti, oggetti di culto e altri reperti rivenuti in loco, che hanno reso questa area una delle più importanti dal punto di vista archeologico.

Da giugno a settembre, aperto tutti i giorni, tranne il lunedì

Marzo, aprile, maggio e ottobre aperto il sabato, la domenica e i giorni festivi

Chiuso a gennaio, febbraio, novembre e dicembre

… il Lago Smeraldo

Santuario di San Romedio
Paesaggio da cartolina

Una volta conclusa la passeggiata al Santuario di San Romedio, se cercate un bel luogo dove rilassarvi e mangiare un buon piatto tipico, vi suggeriamo di andare al Lago Smeraldo.

Il lago si trova a Fondo, a circa 20 minuti d’auto dal parcheggio di Sanzeno.

Potete raggiungere il lago con una bella passeggiata da Fondo oppure arrivarci direttamente con l’auto.

E con questa splendida cartolina del Lago Smeraldo, finisce questo articolo. Ma l’estate deve ancora cominciare e vi porteremo senz’altro a scoprire altri bellissimi luoghi dove passeggiare in Trentino Alto Adige.

A presto Viaggiatori,

Ambra e Surio

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