Il nostro cammino portoghese: la seconda tappa

Buongiorno Viaggiatori! La nostra Avventura prosegue e in questa seconda giornata abbiamo raggiunto il punto più alto del cammino portoghese. Seguiteci in questa tappa, la più faticosa di questa nostra esperienza.

Volete scoprirne di più sul nostro cammino? Qui trovate la nostra avventura completa!

Dettagli tecnici sulla tappa

Lunghezza: 18 chilometri

Partenza da Ponte de Lima e arrivo a Rubiaes

Albergue a Rubiaes: all’uscita del bosco

La partenza da Ponte de Lima

La seconda giornata di cammino è iniziata, come di consueto, all’alba.

Una volta usciti dall’albergue, abbiamo percorso un breve tratto di asfalto per uscire dalla città, per poi tuffarci nel verde della campagna.

Fortunatamente, rispetto al giorno precedente, abbiamo dovuto percorrere pochi tratti su asfalto e siamo stati immersi nella natura, prima delle campagne e poi dei boschi.

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Le verdi campagne della valle del Coura

In questi primi chilometri abbiamo seguito un sentiero che si snodava in mezzo alla campagna, tra le viti e i campi coltivati.  Che dire…  dei paesaggi unici. E pensate che questo percorso altro non è che un’antica via romana!

Dopo i primi chilometri, abbiamo raggiunto un paesino Arcozelo. Non ci siamo fermati, ma abbiamo ammirato la splendida chiesa di questo paesino.

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La chiesa di Arcozelo

Dopo aver attraversato velocemente Arcozelo, ci siamo rituffati nella natura.

Il paesaggio è iniziato a diventare sempre più verde e ci siamo imbattutiti in un piccolo fiume, il rio Labruja che dava vita a piccole cascatelle che sembravano comparire come per magia in mezzo agli alberi: uno spettacolo!

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Le cascatelle del rio Labruja

Arco

Le frecce del cammino ci hanno condotto, purtroppo, fuori dal bosco e il percorso, su asfalto,è iniziato a farsi un po’ pendente. Abbiamo raggiunto così la cittadina di Arco, dopo circa 8 chilometri di cammino.

Qui abbiamo fatto una breve sosta per colazione, rigorosamente a sacco.

Infatti, lungo il cammino portoghese, non solo molti i punti di ristoro e trovare bar aperti sul presto è molto difficile. Per tale motivo, ci siamo sempre attrezzati per una colazione al sacco, comprando il necessario la sera precedente al supermercato.

Verso il punto più alto del cammino

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Inizia la salita!!!

Usciti da Arco, il percorso ci ha portato nuovamente in mezzo alla natura, ma questa volta nel bosco. Da qui è iniziata una salita leggera, che si è fatta, via via, sempre più pendente.

E’ iniziata così il tratto più faticoso del cammino: 400 metri di dislivello!

La salita in sé non sarebbe tanto faticosa, più che altro è il sentiero che rende difficile il percorso. Si tratta di terra battuta, costellata da massi. Qui le bacchette da trekking diventano assolutamente indispensabili!

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La strada verso il punto più alto del cammino

L’Alto da Portela Grande

Tanta fatica è stata ricompensata una volta raggiunta la cima.

Qui siamo letteralmente crollati a terra e ci siamo riposati godendoci il panorama mozzafiato che ci si è profilato davanti. E’ stato uno dei momenti più belli di questo cammino e uno di quelli che porterò sempre nel cuore.

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Il punto più alto del cammino

Siamo stati così, a goderci il panorama e il sole sulla pelle per un po’. D’altronde quando ti ricapita di trovarti di fronte a simili paesaggi?

Verso Rubiaes

Dopo un po’ di riposo, ci siamo rimessi in cammino per raggiungere la meta della giornata.

La discesa dal punto più alto del cammino, non è stata meno impegnativa della salita. La strada in terra battuta era un po’ insidiosa e bisognava fare attenzione a non fare un bel ruzzolone per terra.

Spoiler: il primo ruzzolone del cammino, l’ho fatto il primo giorno. Ebbene si! Ho messo il piede in fallo e il peso dello zaino mi ha trascinato a terra!!!

Dopo la discesa, abbiamo seguito il percorso che continuava in mezzo al bosco.

Qui abbiamo trovato una croce adornata dai pellegrini con la concha. Ce ne sono molte lungo il cammino, ma ognuna è bellissima a modo suo perché ognuna racconta una storia, fatta di fatica, emozioni, speranza. Questa è un Avventura unica.

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Il segno del passaggio dei pellegrini

Ad un certo punto ci si trova di fronte ad un antico ponte romano: il ponte di Agualonga.

Dopo averlo attraversato, il bosco termina e si arriva all’albergue: eccoci a Rubiaes!

L’arrivo a Rubiaes

L’albergue è un grosso edificio bianco, che si trova proprio all’uscita del bosco. Ha 34 posti letto e il costo è di 5 Euro a persona. E’ davvero un bel edificio con anche un piccolo giardino.

La cosa interessante è che dentro l’albergue abbiamo trovato dei distributori automatici di prosciutto, formaggi e marmellate! Pazzesco!

Fuori dall’albergue, c’è un baretto dove potersi rilassare: ve lo consigliamo proprio.

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Meritato relax

Non consigliamo, invece, di cenare in quello che è l’unico ristorante di Rubiaes, che si trova a circa 300 metri dall’albergue.

Ci siamo trovati veramente male… e per dire che un’insalata era terribile ce ne vuole. Per cui, vi consigliamo di cucinarvi qualcosa nell’albergue e sappiate che si possono comprare pasta o altro nel baretto di fronte.

Questa seconda tappa si conclude qui. Se volete, potete ripercorrerla con noi nel video qui sotto.

Alla prossima Viaggiatori,

Ambra e Surio

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