Il nostro cammino portoghese: la quarta tappa

Buongiorno Viaggiatori! In questa quarta tappa abbiamo proseguito il cammino attraverso la Spagna e ci siamo addentrati in Galizia sino a raggiungere Redondela, la città dei cavalcavia. Abbiamo anche trovato l’albergue pieno e io mi sono addormentata su una panchina. Che dite di seguirci in questa tappa?

Trovate tutta la nostra avventura QUI!

Dettagli tecnici sulla tappa

Lunghezza: 31 chilometri – 34 se si vuole evitare un tratto industriale

Partenza da Tui e arrivo a Redondela

Albergue a Redondela: Albergue Casa da Torre (municipale); Albergue a Casa da Herba (privato).

La partenza da Tui

Abbiamo lasciato Tui alle prime luci del mattino e rispetto agli altri giorni, ci siamo accorti subito di una novità: c’erano molti più pellegrini rispetto ai giorni precedenti.

Gli ultimi 100 chilometri

Eh si, eravamo entrati nella fascia degli ultimi 100 chilometri e pertanto l’afflusso di pellegrini era maggiore. Dovete sapere, infatti, che gli ultimi chilometri, qualsiasi cammino voi facciate, sono i più “frequentati” e questo perché, è possibile ottenere la Compostela unicamente percorrendo almeno 100 chilometri a piedi. Se lo fate in bici o a cavallo, i requisiti chilometrici sono diversi.

Relativamente a questo fenomeno vorrei dire due cose.

La prima è che se volete intraprendere l’esperienza del cammino, non avendo molti giorni a disposizione, non c’è niente di male a percorrere unicamente gli ultimi chilometri. E’ un assaggio di una bellissima esperienza, che sono certa non vedrete l’ora di rifare.

Ma, d’altro canto, abbiamo visto anche dei gruppi di turisti e non di pellegrini, che si facevano trasportare dai pullman, scendevano solo per farsi fare i timbri nelle credenziali e occupavano inevitabilmente tutti gli albergue, arrivando prima dei veri pellegrini.

Questo fenomeno non mi è per niente piaciuto e fa veramente arrabbiare vedere come l’esperienza del cammino, unica nel suo genere, debba essere trasformata in una sorta di fenomeno turistico di massa.

Scusate la filippica, ma purtroppo anche questo è quello che abbiamo visto e siamo qui per raccontarvi tutto, nel bene e nel male, della nostra esperienza.

Ma torniamo a noi.

Dopo aver lasciato Tui, le indicazioni ci hanno condotto su un sentiero in terra battuta, sino a raggiungere un bivio: sulla destra un antico ponte romano, il Puente das Veiga, e sulla sinistra un bosco, in cui ci siamo addentrati.

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Il Puente das Veiga

Questo primo tratto è stato il più bello di tutta la tappa.

Nel bosco, ci siamo imbattuti in  un altro ponte di epoca romana, e siamo stati immersi nel verde della natura.

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Un antico ponte romano

Dopo qualche chilometro, il bosco è terminato e ci siamo ritrovati in aperta campagna.

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Il verde della Galizia

Una prima tratta davvero bella. Adoro stare in mezzo alla natura, sentire solo i suoni del bosco, dei passi e null’altro. Dona proprio quella pace e serenità che cercavo nel cammino e che sono riuscita a trovare.

O Porrino

Purtroppo il tratto nel verde è finito molto bruscamente e abbiamo iniziato la seconda tappa della giornata, completamente urbana.

Usciti dal verde, circa dopo 7 chilometri di cammino, siamo arrivati alla cittadina di Orbenlle. Qui, per la prima volta, abbiamo trovato due indicazioni diverse per il cammino, la classica ed una nuova variante. Abbiamo scelto la nuova, che ci ha allungato il percorso di ben 2 chilometri, ma ci ha evitato un tratto di ben 6 chilometri in mezzo ad una zona industriale.

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Le costruzioni suggestive che solo sul cammino si possono trovare

Da Orbenlle in poi, i percorsi alternativi sono diventati frequenti e l’ultimo l’abbiamo trovato proprio fuori da Santiago… ma di questo vi racconteremo più avanti. Ho voluto segnalarvi queste deviazioni, perché noi ci siamo trovati in difficoltà non essendo tutte segnalate sulla guida e abbiamo dovuto chiedere aiuto ad altri pellegrini.

Da Orbenlle abbiamo raggiunto O Porrino, nel giorno di mercato e… ci siamo persi.

In mezzo alla confusione e alle bancarelle, non riuscivamo più  a trovare le indicazioni per il cammino e sapete cosa bisogna fare in questi casi? Cercare la chiesa principale. Infatti, normalmente attorno alla chiesa o cattedrale del luogo, si trovano gli albergue.

Mos

Dopo essere finalmente usciti dalla confusione di O Porrino, abbiamo seguito le indicazioni che ci hanno portato a percorrere una lunghissima salita.

Questo è stato uno dei tratti più brutti del cammino. In salita e con l’asfalto che buttava fuori il calore, è stato davvero molto faticoso raggiungere la cima, ovvero il paesino di Mos.

Una volta arrivati, sono letteralmente crollata sulla panchina di una piccola chiesa e lì sono rimasta fino a che non è stata ora di ripartire.

Dopo Mos il percorso è proseguito in discesa, questa volta fortunatamente in mezzo al bosco.

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Il segno del passaggio dei pellegrini

L’arrivo a Redondela

Dopo il bosco, abbiamo trovato nuovamente un tratto in asfalto che ci ha portato a Redondela, la città dei cavalcavia.

La tappa è stata abbastanza duretta, 33 chilometri per la deviazione e il caldo di giugno incominciava a farsi sentire. Non vedevamo l’ora di arrivare all’albergue e riposarci un po’, ma qui abbiamo fatto un’amara scoperta: l’albergue municipale era pieno.

Eh si, avete capito bene.

Rispetto agli altri giorni eravamo arrivati alla solita ora, ovvero nel primo pomeriggio, ma come vi dicevo l’afflusso dei pellegrini aumenta negli ultimi chilometri e noi non eravamo preparati.

Per cui abbiamo dovuto trovare un altro albergue e per la prima volta siamo andati in uno privato: A Casa da Herba (costo 12 Euro a notte; 24 posti).

Che differenze ci sono tra albergue municipale e albergue privato? 

Il primo indubbiamente costa meno: di solito tra i 5-6 Euro e ha più posti letto.

Il secondo costa di più, tra i 10-12 Euro e ha meno posti. Le stanze sono più piccole e in generale sono tenuti meglio.

Se siete negli ultimi chilometri, valutateli come alternativa e sappiate che si possono anche prenotare.

Redondela

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La città dei cavalcavia

Rendondela è la città dei cavalcavia, infatti sono numerosissimi i viadotti che sembrano sbucare come per magia da un edificio all’altro. Pensate che uno di questi, che collegava Madrid al Protogallo, è stato addirittura dichiarato patrimonio storico-artistico.

Noi ce ne siamo stati ad ammirare queste costruzioni, se vogliamo aliene rispetto a quello a cui siamo abituati, gustandoci un bel piatto di polpo alla galega.

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Il polpo alla galega: lo avete mai provato? E’ fenomenale!

Il nostro quarto giorno di cammino finisce qui, ma se volete, potete riviverlo con noi nel video sottostante.

Alla prossima Viaggiatori,

Ambra e Surio

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