L’arrivo a Santiago: la fine del cammino portoghese

Dopo aver attraversato la Spagna e il Portogallo e camminato per 250 chilometri, arriviamo alla fine della nostra avventura. Oggi vi raccontiamo l’emozione di vedere la cattedrale di Santiago e di salutare il cammino, un arrivederci e non un addio.

Questa è l’ultima tappa del nostro cammino: se vi siete persi le precedenti cliccate QUI

Dettagli tecnici sulla mappa

Lunghezza: circa 32 chilometri

Partenza da Padròn e arrivo a Santiago de Compostela

Albergue a Santiago: Albergue nel Seminaro Menor (municipale); The Last Stamp (privato)

La partenza da Padròn

E’ finalmente arrivato il giorno dell’arrivo. Ci siamo svegliati con la consapevolezza che Santiago è vicinissima e che dopo tanti chilometri, sudore e fatica, saremo finalmente giunti alla nostra meta.

Siamo partiti dall’albergue con tanta emozione, pronti a macinare gli ultimi chilometri (sulla guida circa 25)-

Dopo aver lasciato Padròn, il cammino prosegue su un tratto asfaltato e dopo circa 8 chilometri si arriva A  Esclavitude.

A Esclavitude

Santiago
Santuario di A Esclavitude

In questa piccola cittadina, siamo rimasti incantati da una bellissima chiesa in stile barocco.

Questo edificio ricorda molto la cattedrale di Santiago, per le sue torri gemelle: è un assaggio di quello che aspetta il pellegrino una volta giunto alla meta.

Di fianco al Santuario, ci siamo fermati a riposare ai margini di una fontana.

Santiago
La fonte miracolosa

E’ un luogo in cui si fermano molti pellegrini, perché secondo la leggenda, questa sarebbe una fonte miracolosa.

Si narra, infatti, che uomo malato, dopo aver bevuto l’acqua di questa fontana, guarì miracolosamente.

Essendo devoto, in segno di gratitudine, donò due buoi per iniziare i lavori di costruzione dell’attuale fontana.

In mezzo al bosco

Dopo esserci lasciati alle spalle A Esclavitude, il percorso ci ha condotto su un sentiero boschivo.

Abbiamo accolto il refrigerio donato dagli alberi con molta gratitudine. Infatti, rispetto ai giorni precedenti la temperatura era aumentata considerevolmente.

Milladoiro

Santiago
Le ultime pietre miliari

Dopo una breve salita, il percorso conduce fuori dal bosco, fino al piccolo centro di Milladoiro.

Qui c’è un piccolo bar, dove abbiamo fatto una breve sosta.

Se un domani farete il cammino, vi consigliamo di fermarvi, perché i posti per fermarsi, sono praticamente inesistenti in questa tratta. E’ vero che ormai Santiago è ormai prossima,ma è meglio non esagerare e non chiedere troppo al proprio fisico, provato da molti giorni di cammino.

Proprio a Milladoiro incominciamo a notare delle “stranezze chilometriche“. Infatti, dopo aver superato una pietra miliare che indicava 6 chilometri all’arrivo, ne troviamo un’altra poco distante che ne indicava, invece, 6,64.

Il bivio

Santiago
Le pietre miliari del bivio

La stranezza continua sino all’arrivo ad un bivio non segnalato sulla guida.

Infatti, dopo aver lasciato Milladoiro e aver percorso un breve tratto nel verde, ci troviamo di fronte ad un bivio, non segnalato sulla nostra guida.

La guida ci segnalava unicamente la variante per Conxo, da cui in circa 5 chilometri saremo dovuti arrivare a Santiago.

Presi dal dubbio, abbiamo atteso l’arrivo di altri pellegrini, per chiedere se a loro risultava il bivio.

Siamo quindi venuti a sapere che negli ultimi chilometri, erano state apportate delle modifiche al percorso, presumibilmente per condurre i pellegrini su tratti boschivi ed evitare i tratti su strada.

Tutte queste variazioni hanno portato ad un aumento del chilometraggio: circa 32, invece che i 25 segnalati sulla guida. Abbiamo provveduto al nostro ritorno a segnalare queste variazioni alla Casa Editrice Terre di Mezzo e ci hanno comunicato che avrebbero provveduto a ristampare una nuova guida, dopo aver mandato una persona in loco, con le nuove variazioni: noi abbiamo usato la terza edizione.

Tornando al bivio, siamo stati informati da un pellegrino, che la variante per Santa Marta portava a Santiago in 3 chilometri, mentre quella per Conxo in 7.

Abbiamo preso la più breve, perchè l’aumento imprevisto dei chilometri ci aveva un po’ destabilizzato e la fatica, dovuta all’aumento delle temperature, si faceva sentire.

L’arrivo a Santiago

Dopo aver imboccato la via per Santa Marta, le chonche ci hanno portato a percorrere un tratto asfaltato in salita e anche piuttosto pendente.

Nonostante la fatica e il caldo, siamo andati avanti, fino a che da lontano,  non abbiamo intravisto le guglie della cattedrale di Santiago.

Come fare a descrivere questa emozione? E’ davvero difficile rendersi conto che ormai manca davvero poco all’arrivo e che dopo, tanti chilometri, eravamo davvero vicini alla meta.

Gli ultimi chilometri sono volati, il passo è aumentato, e all’improvviso, ci siamo trovati circondati da altri pellegrini, moltissimi, provenienti da diversi cammini.

Tutti, come un’unica persona, siamo entrati in città, abbiamo percorso strette vie acciottolate e dopo essere passati sotto ad un portico, con il suono di una cornamusa suonata da un artista di strada, siamo arrivati a Praza do Obradoiro: la cattedrale era di fronte a noi, eravamo finalmente arrivati a Santiago.

Santiago
Siamo arrivati a Santiago! Ce l’abbiamo fatta!

L’emozione di arrivare a Santiago

E’ difficile descrivere a parole cosa si prova ad arrivare a Santiago de Compostela.

Quando si vede la cattedrale, si viene colti da un turbinio di emozioni, che ci hanno fatto letteralmente crollare a terra.
Ci siamo sdraiati in piazza, incuranti di tutti e tutto, solo con noi stessi e con i nostri pensieri. Sembra davvero incredibile, inconcepibile, aver percorso tutti questi chilometri da soli e di essere riusciti ad arrivare con le nostre uniche forze.

Dopo esserci rialzati da terra, abbiamo abbracciato e salutato i nostri compagni di viaggio e siamo rimasti a contemplare l’arrivo di altri pellegrini per rivivere attraverso i loro occhi, l’emozione di giungere alla meta, da poco provata.

La cattedrale di Santiago

Santiago
Il botafumeiro

La cattedrale di Santiago de Compostela è il punto di arrivo e la fine del cammino.

Entrare in questo edificio e varcare il portale di ingresso, porta in un’altra dimensione. Che si sia credenti oppure no, è impossibile non essere rapiti dalla spiritualità di questo luogo, dove sono custodite le spoglie mortali di San Giacomo.

Assistere alla celebrazione della Santa Messa del Pellegrino è un modo per ringraziare il Signore per le esperienze vissute durante il cammino. E mentre eravamo immersi nel fumo bianco, cosparso per le navate dal botafumeiro, ci siamo fatti una promessa: saremo ritornati.

Questo Viaggiatori non è un addio, ma solo un arrivederci, perché questa è un’esperienza unica, un’esperienza che cambia ciascuno in maniera profonda ed irreversibile, che ci porta ad entrare in comunione con gli altri, a riscoprire le bellezze delle piccole cose e a volerci più bene.

Per cui arrivederci Viaggiatori, ci rivedremo presto a Praza do Obraodorio e rivedremo le guglie della cattedrale…magari questa volta assieme.

Buen Camino,

Ambra e Surio

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